Soverato, consiglio approva equilibri bilancio. Pd-Oltre attacca su debiti ed ex Comac.

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Al consiglio estivo convocato per approvare sostanzialmente l’assestamento e salvaguardia degli equilibri di bilancio stamattina è andato in onda l’ormai consueto botta e risposta tra il responsabile finanziario del Comune Paolo Macrina e il capogruppo di opposizione (Pd-Oltre) Giulio Moraca. Per Moraca “approvare gli equilibri di bilancio significa aver trovato coperture ai debiti, altrimenti gli equilibri salterebbero. Sappiamo però non sono stati riconosciuti in sede di rendiconto 2015, mentre nel previsionale 2016-18 avete previsto 2,9 milioni per coprire debiti come Caminiti che già di per sè ammontano quasi al doppio” ha osservato il consigliere, chiedendosi “come facciano a permanere gli equilibri di bilancio”.

A dare manforte a Macrina come sempre il sindaco Ernesto Alecci, titolare della delega al bilancio, secondo il quale non sarebbe vero che i debiti non sono riconosciuti. “Una determina del responsabile primo settore, Herman Mantella, di prossima pubblicazione – anche se non allegata agli atti del consiglio perché “arrivata in ritardo” – attesa l’esistenza di questi debiti, da coprire con l’accensione di un mutuo per quanto riguarda Caminiti, e comunque tutti e tre ancora soggetti a trattative per transazioni”, ha spiegato il sindaco. Risposte che non hanno convinto Moraca. “Le transazioni riguardano la fase esecutiva, mentre quei debiti sono già divenuti tali al momento dell’emanazione di sentenze definitive!”, ha esclamato Moraca. “Ancora una volta i nostri dirigenti attestano nei documenti contabili che non esistono debiti fuori bilancio e che bastano 2,9 milioni a coprire debiti che ammontano almeno a 13 milioni“, ha proseguito l’avvocato soveratese.

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Da sin. Matacera e Alecci

Toni accesi che hanno fatto alterare il primo cittadino, il quale ha dichiarato la discussione “chiusa” invitando Moraca “a votare no alla delibera o porre la sua interrogazione senza più interlocuzioni con sarcasmi e frasi che non giovano a un lavoro costruttivo” (la frase di Moraca incriminata era, tra le altre, vi nascondete da un anno dietro a un dito)”. Anche sulla ex Comac non sono mancate polemiche sugli stessi toni tra maggioranza e opposizione, con Alecci che stavolta ha definito “stoppose e sterili” le richieste della consigliera Pd-Oltre Giusy Altamura, in relazione alla mancata produzione del parere-igienico sanitario tra i documenti richiesti per la tutela dell’incolumità pubblica degli spettatori che frequentano la struttura. “Come mai vi preoccupate adesso dell’incolumità del pubblico e quando c’erano topi e carogne no?”, l’ha incalzata il sindaco, passando a liquidare come stoppose e sterili le obiezioni di Altamura. In disaccordoMoraca, che ha definito pienamente legittime le osservazioni “visto che la normativa prevede l’acquisizione del parere igienico-sanitario e che l’ex-Comac è stata appunto aperta al pubblico”.

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Da sin. Altamura e Moraca

Altamura e Moraca hanno anche chiesto lumi sulla risposta della maggioranza alla nota dell’architetto Marisa Gigliotti che metteva in dubbio la procedura seguita per i lavori sulla struttura, in particolare in assenza di una verifica strutturale e un nulla osta delle soprintendenze. A rispondere è stato Daniele Vacca, assessore ai lavori pubblici, che ha confermato il certificato di agibilità rilasciato dall’ufficio tecnico sulla base di una perizia giurata sull’idoneità statica (redatta dall’ingegnere catanzarese Francesco Rania, ndr), e l’attestazione sull’idoneità degli impianti. “Sul presunto vincolo archeologico va notato che non è richiesto dal momento che l’immobile è di proprietà privata e che per apporlo occorre una richiesta in tal senso dei proprietari più una serie di valutazioni che attengono esclusivamente alla soprintendenza”, ha proseguito Vacca. Quanto al vincolo paesaggistico, secondo Altamura richiesto, Vacca ha sostenuto che “non è necessario trovandosi l’immobile in zona B”. Altamura ha anche fatto cenno “ai lavori di bonifica eseguiti ufficialmente dal Comune ma di fatto da un’impresa a titolo gratuito e in assenza di determina in tal senso”.

Sul finale, che si è concluso con l’approvazione del documento unico di programmazione triennale con i voti della maggioranza e l’astensione della minoranza, Alecci ha anche voluto fare una “ramanzina”, dal suo scranno del banco di maggioranza, alla stampa che nel diffondere notizia dell’ordinanza di ieri sulla possibilità di raccogliere e depositare l’indifferenziata nei cassoni scarrabili dell’isola ecologica, in deroga alla normativa vigente e per la tutela della salute pubblica, “diffonde allarmismi su presunte criticità della raccolta dei rifiuti che invece non esistono, visto che il porta a porta vanta ottimi risultati”. Alecci ha accusato sempre questa “stampa” – senza però specificare la testata e indicare esattamente le affermazioni contestate e perché – di “diffondere allarmismi”, invitandola “a telefonarmi quando è dubbia l’interpretazione di un’ordinanza dal momento che sono sempre disponibile al telefono”. Il sindaco ha precisato che “simile ordinanza era stata emanata anche ai tempi di Taverniti, dal momento che in estate la popolazione aumenta”.

Subito dopo il sindaco ha lasciato l’aula, rendendo difficile replicare, se proprio quella doveva essere la sede per un confronto. In ogni caso anche i numeri di giornalisti e redazione sono sempre attivi e disponibili per chiarimenti e delucidazioni. Pronti ad accogliere risposte anche alle domande formulate da tempo, e da ultimo nel nostro articolo di ieri, relative alla diminuzione della pulizia cittadina “concordata” dal Comune con la ditta; e relative al ri-conteggio di quegli ex-oneri per sicurezza per circa 400 mila euro, presi di nuovo in considerazione nel quadro economico del servizio porta a porta. Oneri che invece erano stati esclusi dal Comune come “non dovuti” alla ditta (dopo contenzioso al Tar con quest’ultima) con determina firmata dal responsabile del settore tecnico.

Teresa Pittelli

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