Dal cancro alle lesioni cerebrali: i nuovi miracoli della medicina al NanoGagliato 2015

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NanoGagliato

Epilogo del NanoGagliato: quando la fantascienza diventa realtà

Ieri sera, nella piccola piazzetta-anfiteatro di Gagliato, si è tenuta la serata finale dell’evento dedicato alle scoperte e progressi della nanomedicina, con speciale attenzione alla sconfitta del cancro in questa edizione. Padroni di casa, Mauro Ferrari, presidente del Methodist Research Institute di Houston, e sua moglie Paola, hanno introdotto alla cittadinanza i 23 scienziati americani (tra cui due italiani) e i membri del team: volontari provenienti da tutta Europa, giovani ricercatori e neolaureati, per spiegare di cosa si è discusso in questi due giorni e cosa hanno insegnato ai più piccoli.

In una breve e simpatica performance, i bambini sono riusciti a dimostrare che la età non ha limitazioni quando si tratta di imparare a cosa serve un intervento di angioplastica coronaria. Questi mini-scienziati, vestiti in rosso, hanno rappresento il sangue che grazie alla dilatazione del vaso effettuata per mezzo di un catetere a palloncino, riesce a ripristinare il proprio flusso quando ci sono patologie arteriali. Questo dimostra quanto loro riescano a capire e imparare pur così piccoli. “Loro sono quelli che hanno fatto le domande più pungenti, del tipo: perché invecchiamo?”, raccontava al pubblico John Cooke, direttore del Centro per la rigenerazione cardiovascolare del Methodist, mentre introduceva la scoperta di come funziona il processo d’invecchiamento negli esseri umani e le loro scoperte in laboratorio. “Abbiamo sviluppato un metodo per far estendere il telomeri, cioè come far diventare più giovane le cellule. Sembra una cosa di fantascienza, ma noi lo abbiamo fatto e ora cerchiamo una terapia per bambini che soffrono di progeria”.

videonanogagliatoSi è parlato, inoltre, della progressione del cancro alle mammelle, di chirurgie laparoscopiche non invasive, di malformazioni congenite, di neuroscienze e patologie cerebrali, di bioetica. In merito, Joseph Fins, condirettore del Consortium for the advance study of brain injury, ha spiegato in parole povere come il cervello è in grado di rimettersi a posto dopo che è stato affetto da una patologia grave. “Siamo riusciti a comunicare con un paziente che è stato in coma per 19 anni facendo uso di un piccolo pacemaker nel cervello. Con queste simulazioni il paziente è riuscito a formulare frasi di 6-7 parole, o a rispondere con sì o no alle domande che gli si faceva”, ha spiegato Fins. “Questo dimostra come la nano-medicina può cambiare la vita di pazienti – ha concluso – che fino a qualche tempo fa erano considerati persi”.

Continuando con le novità di questa edizione, Paola Ferrari ha introdotto per la prima volta il Gagliato Science Film Festival: When science meets the people, when research meets the patients. Il primo festival che si occupa di questi argomenti e degli ultimi sviluppi della ricerca in medicina. Quest’anno sono stati scelti due vincitori fra i quindici che hanno partecipato: il film Methodist nurse-driven delirium iniziative che ha vinto nella categoria istituzionali, e il film francese Epidemic nella categoria documentari. Entrambi si sono aggiudicati un’assegno di 500 euro e l’invito ad essere presenti al NanoGagliato 2016. I film saranno a disposizione online su nanogagliato.org.

Domenico Aspro, vicesindaco di Gagliato, nel suo discorso di chiusura ha consegnato delle targhe ai membri di NanoGagliato 2015 come segno della stima e dell’affetto della comunità. In un inglese abbastanza fluente ed evidentemente emozionato per la vicinanza di tanti filantropi insieme, ha anche apprezzato la presenza di Neil Bush e la sua famiglia. Infine, l’invito a venire a vedere qualcosa di unico è stato accolto da tantissime persone che da oggi vedono le nanoscienze sotto un’altra ottica, non quella della fantascienza, ma quella del progresso e della speranza di guarigione.

Isabelle Nieto

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